Il recente decreto sulle sanzioni ridefinisce i crediti d’imposta inesistenti e non spettanti, introducendo nuove regole a partire dal 1° settembre, con un doppio regime di durata quinquennale.

Ecco le specifiche:

Nuove definizioni

Il decreto distingue chiaramente tra crediti inesistenti e crediti non spettanti, con rilevanti implicazioni sia amministrative che penali. Le nuove norme saranno applicabili retroattivamente per quanto riguarda l’ambito penale, mentre entreranno in vigore dal 1° settembre 2024 per le violazioni tributarie.

Doppio regime

Per almeno cinque anni, coesisteranno due regimi distinti, il che complicherà la gestione delle violazioni fiscali. Saranno necessarie valutazioni specifiche per il recupero dei crediti di ricerca e sviluppo senza incorrere in sanzioni penali.

Crediti inesistenti

I crediti inesistenti sono quelli privi di requisiti oggettivi o soggettivi, o ottenuti mediante documenti falsi.

Crediti non spettanti

I crediti non spettanti, invece, si riferiscono a quelli utilizzati in modo improprio, anche se formalmente corretti. Le sanzioni previste variano dal 25% per i crediti non spettanti al 70% per quelli inesistenti, con pene detentive fino a sei anni.

Impatti

Le nuove regole mirano a combattere le frodi sui crediti d’imposta, che dal 2020 hanno generato 219,4 miliardi di euro di crediti, di cui 17 miliardi di frodi.

Il Sole 24 Ore, 27 maggio 2024

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