Il tema della cessione dei crediti fiscali, con particolare enfasi sui crediti di ricerca e sviluppo, ha assunto una rilevanza significativa, anche alla luce di recenti modifiche normative. La sentenza 400/23 della Corte di Giustizia Tributaria di Brescia ha affrontato tale questione.

Il contenzioso ha avuto origine da un’azione dell’Ufficio di recupero di importi erroneamente compensati, in relazione all’utilizzo di un credito di ricerca e sviluppo maturato da un soggetto terzo. La società ricorrente aveva acquisito il credito d’imposta da un’altra società attraverso una scrittura privata.

I crediti di ricerca e sviluppo sono di esclusiva titolarità di chi ha sostenuto le spese per beneficiare dell’agevolazione fiscale. Questa posizione è supportata da due argomenti principali: primo, l’articolo 3 del Dl 145/2013 limiterebbe l’utilizzo del credito solo alla compensazione, senza prevedere la possibilità di cessione a terzi; secondo, la cessione dei crediti potrebbe compromettere l’obiettivo agevolativo di incentivare le imprese a investire in ricerca e sviluppo.

Le Entrate, con la risposta 72/2019, hanno confermato l’impossibilità di cessione a terzi del credito di ricerca e sviluppo, basandosi sull’assenza di una disposizione che consenta il rimborso dello stesso credito.

Il Sole 24 Ore 30 aprile 2024

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