Il Fondo di Garanzia per le PMI, guidato dal sottosegretario Massimo Bitonci, ha subito delle variazioni in vigore dal 1° gennaio 2024 e valide fino al 31 dicembre dello stesso anno.

Le principali novità includono:

1. Durata della Riforma: La riforma è valida per un anno, cioè dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024, in risposta alla scadenza del regime straordinario consentito dal Temporary framework europeo sugli aiuti di Stato. Il fabbisogno per il 2024 è stimato in 2,9 miliardi di euro, con previsioni di attivazione di 200mila garanzie.

2. Liquidità: Le imprese in fascia 5 (più a rischio) sono escluse dall’accesso al Fondo di garanzia. La garanzia per operazioni di liquidità scende dal 60 al 55% per le imprese in fascia 1 e 2, e dall’80 al 60% per quelle in fascia 3 e 4.

3. Investimenti: La copertura per finanziamenti finalizzati ad investimenti e per le startup sarà dell’80%. Per gli investimenti nel capitale di rischio, la copertura è fissata al 50% e, si abbandona l’aliquota più generosa del 90% concessa con il Temporary framework per gli investimenti nella transizione energetica.

4. Commissioni: La commissione per il mancato perfezionamento delle operazioni sarà applicata solo a chi richiede la garanzia diretta, escludendo i casi di rinuncia da parte dei beneficiari. Le microimprese saranno esentate da commissioni di ammissione a partire dal 1° gennaio.

5. Small Mid Cap: Il Fondo viene riaperto alle small mid cap con coperture limitate al 15% della dotazione e percentuali inferiori (30% per la liquidità e 40% per investimenti e startup). È prevista una commissione dell’1,25% dell’importo garantito ma l’autorizzazione formale della Commissione europea è necessaria.

6. Terzo Settore: Gli enti del Terzo Settore avranno accesso al Fondo con copertura all’80%, importo massimo di 60mila euro e senza valutazione ma entro il 5% della dotazione complessiva del Fondo. L’importo minimo dei bond nell’ambito dei basket bond è ridotto da 2 milioni a 500mila euro.

(Il Sole 24 Ore, 3 gennaio 2024)

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