I negoziati sull’AI Act dell’Unione Europea a Bruxelles sembrano infiniti, con una pausa di mezza giornata dopo 22 ore di trattative. Secondo indiscrezioni, sono stati concordati alcuni punti chiave, tra cui i modelli fondativi dell’intelligenza artificiale. Questi modelli, come ChatGPT di OpenAI e Bard di Google, sono considerati “l’anima” dei sistemi più complessi.

In Europa, per ottenere sull’utilizzo, le aziende dovranno affrontare valutazioni di rischio sistemico, di sicurezza informatica e ambientale. Coloro che utilizzano modelli per creare intelligenze artificiali dovranno pubblicare una sintesi dettagliata dei contenuti utilizzati per addestrarle. Un’eccezione alla licenza è concessa per l’uso di IA libere o “aperte”, a meno che non siano considerate ad alto rischio o con scopi vietati.

La proposta di autoregolamentazione per i produttori di IA generativa è stata contrastata, soprattutto da Francia, Germania e Italia. L’AI Act manterrà paletti etici, vietando applicazioni di intelligenza artificiale che coinvolgono tecniche manipolative, sfruttamento di vulnerabilità, social scoring e riconoscimento facciale su larga scala.

È necessario un accordo rapido dato che la legislatura scade a giugno 2024, ma anche con un accordo completo sull’AI Act, potrebbero passare quasi due anni prima che la legislazione entri in vigore, nel frattempo, l’AI continua ad espandersi rapidamente.

 Il Corriere della Sera, 8 dicembre 2023

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