Rientra a pieno titolo nelle misure poste in essere al fine di incentivare lo sviluppo dell’industri e dell’imprenditoria italiana la Legge 181/1989 avente l’obiettivo di rilanciare le zone industriali del paese fortemente in crisi ma soprattutto le assunzioni e dunque l’occupazione (ciò attraverso ampliamento, ristrutturazione e qualificazione degli esistenti stabilimenti produttivi). Nel 2012 il provvedimento è stato riformato ed è stata introdotta la fondamentale distinzione tra aree di crisi complessa (territori in cui la recessione economica e la perdita occupazionale assumono, per la loro gravità, rilevanza a livello nazionale) e aree di crisi non complessa (territori in cui la recessione economica e la perdita occupazionale hanno un impatto significativo sullo sviluppo dei territori, ma in forma meno grave e diffusa rispetto ai casi di crisi complessa). Sono ricomprese nel primo gruppo, per quanto attiene la Regione Campania, le zone di Acerra, Marcianise, Airola, Torre Annunziata, Castellamare, Battipaglia e Solofra. Per la zona industriale di Marcianise il piano prevede lo stanziamento di risorse finanziarie pari a 17 milioni e 680 mila Euro e le domande di partecipazione possono essere presentate sino alle ore 12 del 5 ottobre 2021 tramite il sito web di Invitalia. Anche nel caso di Acerra gli aiuti sono finalizzati all’incremento del tessuto produttivo e soprattutto occupazionale: i fondi stanziati ammontano in questo caso a 6 milioni e 300 mila Euro. I finanziamenti vengono erogati in due diverse modalità ovvero tramite un finanziamento agevolato, compreso tra il 30% e il 50% (la restituzione deve però avvenire entro 10 anni a cui si aggiunge un preammortamento di 3 anni), e tramite un contributo in conto impianti e un contributo diretto alla spesa entro i limiti previsti dalla normativa nazionale (in questo caso l’ammontare del contributo varia a seconda della localizzazione, della dimensione dell’impresa e dal tipo di aiuto applicabile). Le spese ammissibili in ogni caso non possono però superare il milione di Euro. Il progetto può avere ad oggetto anche un contratto di rete, ovvero una collaborazione stabile, effettiva e coerente rispetto all’articolazione delle attività; sono ricompresi in tale nozione anche i contratti tra imprese che concorrono alla trasformazione, creazione, distribuzione e commercializzazione di un unico prodotto o servizio, ciascuno per un determinato ambito di attività (cd. aggregazioni di filiera). Nel caso dei contratti di rete le spese ammissibili per i singoli programmi non possono essere inferiori a 400 mila Euro (dunque un contratto di rete non può essere presentato per spese inferiori a 1 milione e 200 mila Euro). Per info dettagliate si rinvia al sito web di Invitalia (https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rafforziamo-le-imprese/rilancio-aree-industriali-l181-89/faq)
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