La figura dei contratti di sviluppo è stata introdotta dal legislatore nel lontano 2008 (DL 112/2008) come strumento avente l’obiettivo di agevolare i programmi di investimento produttivi strategici ed innovativi di grandi dimensioni: la disciplina ha però subito negli anni diverse modifiche allo scopo di accelerare le procedure di utilizzo dello strumento. In particolare dobbiamo richiamare il Programma Operativo Nazionale (PON) Imprese e Competitività che ha inciso in particolare sulle ipotesi in cui è possibile ricorrere a tale strumento: obiettivo prefissato dal PON è proprio quello di incentivare gli investimenti nei settori chiave e nel territorio delle Regioni del Sud-Italia meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), nelle Regioni in transizione (Molise, Abbruzzo e Sardegna) e dal dicembre 2017 anche nelle restanti Regioni più sviluppate del centro-nord, attraverso delle agevolazioni a favore delle piccole e medie imprese così da accrescere il loro ruolo non solo nel contesto nazionale ma anche globale. I fondi stanziati con il PON ammontano più di 3 miliardi di Euro, di cui 300 milioni sono destinati proprio allo strumento dei contratti di sviluppo (in particolare 100 milioni all’Asse innovazione, 100 milioni all’Asse PMI e infine 100 milioni sull’Asse efficienza energetica). Le agevolazioni riguardano molteplici progetti di finanziamento ovvero programmi di sviluppo industriali, per la tutela ambientale e programmi di sviluppo delle attività turistiche; altrettanto differenti sono poi le forme di concessione: le agevolazioni possono infatti essere concesse come finanziamenti agevolati (nei limiti del 75% delle spese ammesse), come contributi in conti interessi o in conto impianti oppure come contributo diretto alla spesa. Non sono previsti limiti per i soggetti partecipanti: i programmi di sviluppo possono essere realizzati da una o più imprese (programmi congiunti), italiane o estere, di qualsiasi dimensione; sono invece fissati dei limiti di spesa laddove l’importo delle spese e dei costi ammissibili previsti nel progetto non deve essere inferiore a 20 milioni di Euro oppure a 7,5 milioni di Euro per i programmi aventi ad oggetto la trasformazione e la commercializzazione di prodotti agricoli (medesimo limite è previsto per le attività turistiche in seguito alla modifica apportata dalla Legge 178/2020 per i programmi di investimento che prevedono interventi da realizzare nelle aree interne del Paese oppure per il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse). Soggetto gestore delle domande di adesione al beneficio è invece l’Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa – Invitalia (agenzia sottoposta al controllo del Ministero dello sviluppo economico) che individua le modalità di adesione al beneficio e valuta le stesse in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande e, sempre tenendo conto delle risorse residue disponibili; come criterio viene invece richiamata la rilevanza strategica del progetto rispetto al contesto territoriale e all’apparato produttivo dell’impresa richiedente. Il legislatore ha specificato, con un Decreto ministeriale del novembre 2020, che cosa si intenda per rilevanza strategica stabilendo che la stessa è valutabile con riferimento alla presenza di almeno due dei seguenti requisiti: significativo impatto occupazionale, capacità di attrazione degli investimenti esteri, coerenza degli investimenti con il piano nazionale Industria 4.0 e rilevante impatto ambientale (per i programmi aventi ad oggetto la trasformazione e la commercializzazione di prodotti agricoli si richiama anche la capacità del programma di determinare positivi effetti o sinergie con i sistemi di filiera diretta ed allargata regionali e/o nazionali). In sostanza la procedura individuata per i contratti di sviluppo è finalizzata alla sottoscrizione di un accordo tra il Ministero, Invitalia, l’impresa proponente e le eventuali Regioni cofinanziatrici (per ulteriori info sulla procedura di concessione si rimanda alla sezione appositamente dedicata del sito web www.invitalia.it).
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